Scadarello: Siluri di Montagna!

Testo e foto di Yuri Grisendi - Luglio 2009

Acque cristalline, vegetazione rigogliosa di latifoglie e temperature gradevoli anche in estate, rappresentano lo splendido scenario del Lago Scandarello, e se in più gli aggiungiamo come contorno dei grossi siluri, capirete benissimo che abbiamo trovato un vero paradiso in terra.

 

Lago Scandarello

Bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello, la superficie del bacino è di 48.5 ettari, con oltre 10 km di sponde ed una profondità media di trenta mt (punto più profondo, con massimo invaso, la Diga, con mt 55). E' interamente compreso nel territorio del comune di Amatrice a 1000 mt. s.l.m.

La vegetazione ripariale è molto povera a seguito delle continue variazioni del livello mentre le pendici sono coperte da vetusti boschi di latifoglie.

La fauna ittica è tipicamente di ciprinidi tra cui spicca la presenza di Carpe regine e Tinche.

L'invaso, inoltre, è ricco di Persici reali, Persici sole, Anguille, Lucci ed altre specie ritenute, a torto, meno importanti quali Scardole e Carassi e Siluri.

Nel bacino sono praticate tutte le tecniche di pesca, ma la tecnica più appropriata, per le caratteristiche del lago, è lo Spinning, anche se la "pesca da fondo", con le tecniche che variano dal "carp-fishing" alla pesca con il galleggiante, è praticata da numerosi pescatori.

Ai fini della classificazione, le acque del bacino artificiale dello Scandarello sono annoverate tra quelle secondarie cat. "B" dov'è consentita esclusivamente la pesca dilettantistica o sportiva.

Nell'invaso è permesso pescare con 3 canne, da collocare entro un raggio di mt 10 o con la bilancia avente lato massimo di mt 1,50, con maglia non interiore a mm 10.

Le esche sono tutte consentite ad eccezione del sangue usato anche come additivo ad altri componenti; è quindi possibile pescare con il bigattino, il verme, il vivo ecc.

Le sponde del lago sono quasi interamente praticabili permettendo così un'ampia scelta del "posto di pesca".

Il lago dista circa 65 km da Rieti e 50 circa da Ascoli; è raggiungibile percorrendo la strada statale "Salaria", da e per Ascoli. 

 

Nel mese di Luglio nsieme all’amico cremonese Alberto Magagnato, mi sono recato alla seconda edizione della gara di pesca al siluro, che si è svolta nel lago Scandarello in provincia di Rieti, nei pressi del paesino di Amatrice.

Purtroppo, anche se la gara si è svolta in maniera encomiabile, e tutte le 70 coppie partecipanti hanno messo tutto il loro impegno nell’insidiare l’astuto predatore, l’unica cattura registrata è stata quella di un silurotto di 100 gr, che ha permesso alla fortunata coppia di aggiudicarsi il 1° premio, che consisteva in ben 6 canne da Carpfishing.

Tutti gli altri ricchi premi sono stati poi sorteggiati dagli organizzatori, mentre la gentilissima ProLoco ha servito ai partecipanti dei gustosi spaghetti all’Amatriciana (piatto tipico del posto e famoso in tutto il mondo) e un panino con porchetta, il tutto innaffiato da un buon vino dei colli romani.

 

 

Le canne in pesca Una natura intatta Di giorno si riposa al fresco

 

Io ed Alberto eravamo scesi al lago, con l’intenzione di catturare qualche bell’esemplare, sfruttando le capacità della tecnica della boa, ma sfortunatamente il sorteggio ci ha assegnato un settore di pesca che assolutamente non si adattava al sistema, infatti, la profondità del fondale andava dagli otto ai quattordici metri, annientando ogni nostra possibilità di effettuare catture a galla in notturna.

Conosco bene però le abitudini alimentari del nostro amico baffone, perciò la notte successiva alla gara, decidemmo di rimanere e provare a pescare in un settore di nostra scelta, minuziosamente cercato e valutato con l’aiuto dell’immancabile ecoscandaglio.

 

Posizionamento delle boe scandarello7.jpg (68192 byte) La canne e le boe in pesca

 

Non ci fu quindi difficile trovare uno spot caratterizzato da una profondità media di 4 metri, zona perfetta per posizionare boe con lenze a galla, innescate con anguille e calamari.

La strana scelta di usare calamari per insidiare i siluri in superficie, è stata dettata dalla possibilità di effettuare una pasturazione con qualche chilo degli stessi nella zona sottostante l’innesco, cosa che in corrente non sarebbe stato possibile.

L’intuizione centrò in pieno il risultato, infatti, al calar della tenebra, due partenze senza allamatura, ci segnalarono che la zona di pastura stava attirando nei pressi delle nostre esche qualche predatore notturno, ingolosito dall’odore invitante del tappeto di calamari, finché a pochi minuti da mezzanotte, ecco l’attacco decisivo che spezzò la breck-line. 

Il segnalatore suonava all’impazzata, ma io dormivo della grossa, e se non fosse stato per le grida di Alberto, forse ora stavo ancora dormendo; uscii dalla tenda imbambolato e vidi la canna nelle sue mani piegata vertiginosamente e sentii la frizione che scorreva velocemente, sotto l’impetuoso nuotare di un grosso siluro.

Accesi il faro da un milione di candele e controllai che la lenza fosse lontana dalle altre boe, e mi assicurai che Alberto avesse il controllo totale della situazione; al suo sì di conferma m’infilai i guanti ed entrai in acqua per direzionare la lenza lontano dai sassi presenti sul basso fondale e per praticare il gloving alla cattura.

Afferrai saldamente la mandibola inferiore del siluro e lo trascinai nell’acqua fino al materassino di ricezione, che fu coperto completamente dalla mole del pinnuto: un grido di felicità echeggiò in quella buia notte nello Scandarello.

182 centimetri di pesce dal peso di 50 kg, rappresentavano sia un record per il lago sia una cattura record perché effettuata a 1000 metri di quota, perciò il posto più alto dove siano presenti i siluri in Italia: SILURI DI MONTAGNA….ECCEZIONALE!!!

 

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Alberto Magagnato con la meritata cattura

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Il rilascio del siluro nello Scandarello

Il siluro nuota liberamente nell'acqua cristallina

Il rilascio del siluro nello Scandarello

 

Il giorno dopo su tutta la stampa e televisioni locali, appariva in prima pagina la notizia della nostra impresa, ed in pochi giorni lo Scandarello si trasformò in meta di decine di siluromani, ansiosi di provare l’emozione di avere in canna un siluro di quelle dimensioni.

Nei due giorni trascorsi nello Scandarello, ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con vari responsabili delle autorità preposte alla salvaguardia e al controllo ittico e venatorio del territorio reatino, nonché con sindaci ed assessori del comune di Amatrice e della regione Lazio; nocciolo del discorso era la possibilità di sviluppo del lago verso la direzione del catfishing, unico ostacolo a mio parere era l’impossibilità di avere il permesso di campeggiare lungo le sponde, ossia l’impossibilità di montare la tenda per ripararsi dalle fredde notti montane.

 

Boa in pesca nelle acque cristalline

Boa in pesca nelle acque cristalline

Canne in pesca

 

Manco a dirlo ora che sto scrivendo, a pochi mesi dalle mie richieste, fatte in nome dell’associazione che rappresento, e fatte in precedenza, a ragion di merito, anche dalla Lenza Club AltoLazio è stato finalmente deliberato il permesso di campeggio lungo le rive dello Scandarello per un periodo massimo di 48 ore.

Sono perciò molto orgoglioso che l’intervento del Gruppo Siluro Italia, abbia potuto sbloccare questa situazione di stallo che esisteva tra autorità e pescatori locali, che dava solo danno alla pesca ed al turismo piscatorio in genere, frenando ancor di più il lento sviluppo del carpfishing e del catfishing tra i giovani, disposti a trascorrere alcuni giorni immersi in una natura stupenda, per applicare lo sport più bello del mondo.

 

Splendido scenario

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Splendido scenario


 

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